La grotta

Sono in montagna. Una specie di insetto volante mi vola sopra la testa e scende in picchiata verso di me. E’ il custode di una grotta tra le montagne.  Appena l’insetto si avvicina lo colpisco al cuore con una specie di martelletto per vampiri. Mentre l’insetto spira tra le rocce con il paletto piantato nel corpo, mi rendo conto che il mio gesto ha solo accelerato un processo inevitabile che lo avrebbe comunque portato alla morte.

L’assenza dell’insetto custode mi dà la possibilità di accedere alla grotta dove un bambino è stato nascosto per anni. Entro. Ci sono molti gatti a fare la guardia davanti al bambino. Mi faccio avanti con il timore che i gatti mi possano assalire. Mentre cammino, i felini, invece di attaccarmi come temevo, si fanno da parte e si mettono ai lati del corridoio basso e umido dalle mura di pietra.

Tra i miagolii dei gatti sento piangere un bambino. Mi avvicino mentre i gatti mi guardano con rispetto aprendomi progressivamente la strada.

Davanti a me un bambino biondo. Lo prendo per mano e lo conduco fuori dalla grotta.

La luce del giorno è molto forte per gli i fragili occhi del bambino, da sempre abituati al buio. Dopo poco tempo il bambino apre le palpebre e mi guarda intensamente con i suoi grandi occhi azzurri.

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