Tre brutti sogni

Sto camminando in un bosco fitto con alberi alti e con me c’è Fabri, ad un certo punto vedo un materasso abbandonato e sopra c’è il mio cane Diavolone con un altro cane nero che non conosco e che non sembra in salute. Mi avvicino al materasso e vedo che Diavolone ha l’attaccatura della coda tutta ferita e gonfia. Diavolone mi parla come se fosse umano e, riferendosi all’altro cane, dice: “Ma se lo porto dal veterinario credi che mi farà pagare la medicazione per la mia coda?”. Io sento un terribile nodo alla gola e penso che, povero cane, si trova in difficoltà e sta cercando un modo per farsi medicare ma non sa come fare. Mi rivolgo a Fabri e gli dico che li porterò io dal veterinario.

Cambia scena e mi trovo a Piazza S Pietro ma il colonnato invade l’intera piazza come se fosse un bosco di colonne altissime che sorreggono una tettoia, ognuna sostenendola con un grosso bullone. In alto ci sono degli operai e io domando cosa stiano facendo. Mi rispondono che devono spostare l’intera struttura due metri più a destra, svitando tutti i bulloni in cima, spostando le colonne altissime e rimettendo la tettoia. Io alzo di nuovo lo sguardo verso la sommità è penso che sarà una manovra lunghissima, pericolosa e senza speranza di riuscita. Appena finisco il pensiero vengo colta da un brivido di vertigine (per quanto stanno lavorando in alto gli operai) e poi ho un conato di nausea.

Cambia scena e sto salendo una lunghissima scala piatta (tipo per le carrozze) che si snoda come un serpentone sotto il cielo aperto. Davanti a me sta salendo un uomo basso, più basso di me ed io, che porto in mano una borsetta da sera, lo colpisco violentemente alla testa con questa e poi, con un gesto rapido, mi metto davanti a lui e gli do un pugno in viso e resto con la guardia alta. Mentre faccio tutto ciò mi dico che sarà un gioco da ragazzi batterlo perché è pur vero che io sono una donna ma lui è un uomo basso e quindi sarò più forte io.

 

I miei trucchi

Sono con Fabri in aereo e stiamo andando per una settimana in vacanza a Arabia. L’aereo però viaggia lento lento e un po’ a scatti e poi vola basso al punto che io posso vedere dentro le finestre dei grattacieli. La cosa un po’ mi preoccupa e un po’ no. Poi atterriamo ma la “pista” è la rampa di un qualsiasi garage condominiale e infatti l’aereo si ferma tra due file di box auto. Apena tocchiamo terra io mi giro verso Fabri e gli dico: “Ho dimenticato la sacchetta con i trucchi! Accidenti!”. Poi penso tra me e me che tanto a Dubai fa caldo e non mi sarei truccata, poi ci ripenso e mi dico che fuori fa troppo caldo e quindi staremo sempre all’interno di alberghi e ristoranti con l’aria condizionata e quindi la sacchetta dei trucchi è indispensabile. Allora mi guardo intorno e i box auto sono diventati dei negozi e tra questi c’è Boot’s (una catena inglese) allora mi rassicuro e penso che tanto posso ricomprare tutto.